Come proteggere la propria privacy su internet: 3 consigli

Come proteggere la propria privacy su internet: 3 consigli

Il Web: tanto utile quanto potenzialmente pericoloso. Questo è un concetto che tutti noi dovremmo tenere presente ogni volta che facciamo una ricerca su internet, piuttosto che un acquisto online, o più semplicemente utilizzare uno dei moltissimi servizi che la rete mette a disposizione. Ma come fare per proteggerci e navigare in sicurezza? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Internet: attenzione agli occhi indiscreti

Come anticipato, il web è una miniera di opportunità per tutti, capace oramai di muovere ogni aspetto della nostra quotidianità. Che si tratti di svolgere una semplice ricerca, o utilizzare uno dei moltissimi servizi però, non importa: la nostra privacy è sempre e comunque a rischio. Molto spesso ad esempio, inavvertitamente lasciamo tracce delle nostre attività anche dopo avere utilizzato terminali condivisi con altre persone, magari sul luogo di lavoro.

Un buon consiglio in questo caso è quello di accedere alla cronologia di navigazione del browser utilizzato e rimuovere la lista dei siti visitati. Senza dimenticare che in situazioni di questo tipo è doveroso non salvare mai alcuna password, perché rischierebbe di diventare accessibile a chiunque possa utilizzare successivamente il computer. Potrà apparire come un consiglio banale, ma mai come in questi casi prevenire è meglio che curare.

Proteggere la navigazione web: le reti VPN

Il secondo consiglio per una navigazione in sicurezza sul web consiste nell’utilizzare una VPN, ovvero una rete virtuale protetta che consente di rendere inaccessibili le informazioni scambiate a soggetti esterni. Questo avviene perché in questa sorta di tunnel tra l’utente e il sito visitato si inserisce appunto il provider del servizio VPN. All’interno di tale tunnel i dati vengono criptati, quindi incomprensibili a qualsiasi soggetto esterno sprovvisto delle chiavi per decodificarli.

Sul web possiamo trovare moltissimi servizi di questo tipo, alcuni totalmente gratuiti, altri a pagamento. In questo frangente è opportuno fare delle considerazioni. La seconda categoria mostra dei costi decisamente contenuti, soprattutto per utilizzo privato e se rapportati a quanto potrebbe invece costare esporsi ad un certo tipo di pericoli. Basti pensare alla possibilità che qualcuno entri in possesso delle credenziali bancarie. I servizi gratuiti sono comunque rischiosi per un semplice motivo.

Il provider che fornisce il servizio infatti, in qualche modo dovrà pur finanziarsi. Non potendo incassare alcun abbonamento mensile o annuale come accade per le VPN a pagamento dunque, potrebbe fare un uso scorretto della mole di informazioni che transitano sulla sua rete, ad esempio rivenderle per scopi poco leciti. In altre parole utilizzando le VPN gratuite dunque, si rischia di causare un danno ancora più grande di quello da cui si cerca di proteggersi.

I rischi della navigazione mobile

Lo smartphone in molti frangenti della nostra quotidianità ha sostituito il computer, e moltissime delle operazioni che prima venivano svolte attraverso il pc, oggi sono compito delle infinite applicazioni. Parallelamente alla diffusione delle connessioni mobili dunque, sono cresciuti anche i pericoli a cui gli utenti sono esposti. La misure messe in campo dai produttori si fanno sempre più efficaci, partendo ad esempio dalle rilevazioni biometriche di impronte digitali e volti.

Nonostante questo però, le distrazioni sono sempre dietro l’angolo, e possono costare davvero molto care. Sicuramente gli iPhone per certi punti di vista, sotto questo aspetto vengono considerati più sicuri, ma negli ultimi anni anche per i terminali Android sono state sviluppate funzionalità di protezione. Un buon accorgimento è sicuramente quello di installare solamente applicazioni provenienti dallo store ufficiale, evitando quelle da fonti sconosciute.

Questo perché per funzionare, le app necessitano di una serie di autorizzazioni, ad esempio quelle per accedere alla rubrica, al gps, o ad altri dati presenti nel telefono. Fornire queste informazioni ad un’applicazione realizzata per scopi poco leciti, significa semplicemente consegnare le chiavi della propria “casa”. Lo stesso discorso è valido per quanto condiviso sui social network. È sempre opportuno prestare attenzione, perché in questi contesti i malintenzionati sono sempre in agguato.

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